venerdì 6 settembre 2013

Monte Labro (GR)

La discesa del Cristo della Montagna.

Panorama dal Monte Labro



Nel 2010 ho ricevuto una borsa di studio da Laziodisu Sapienza Università di Roma, per le attività culturali.
Ho realizzato il progetto di un cortometraggio sulla vita di David Lazzaretti, il Cristo dell'Amiata, profeta disarmato che nel 1878 venne ucciso ai piedi del Monte Labro. Ho scritto la sceneggiatura con il mio compagno Alessandro Ercolani. Grazie all'incontro con il regista Nicola Ragone e la collaborazione del Centro Studi David Lazzaretti di Arcidosso, questo lavoro ha visto la luce nel novembre 2011.

Vai a Anteprima del corto

La colonna sonora, composta da Angelo Vitaliano, è un omaggio sentito e originale alla figura di Lazzaretti. Il titolo della traccia principale, l'inno "The March" , richiama  la marcia dei Lazzarettisti e rimanda anche al mese di marzo 1878, momento cruciale per le vicende narrate poiché fu a quel punto che la Chiesa cattolica, per mano del Sant'Uffizio, condannò Lazzaretti come eretico, lo scomunicò e mise all'Indice i suoi scritti; egli però proseguì la sua attività e si proclamò "Cristo Duce e Giudice", affermando di essere venuto a completare la rivelazione cristiana.






Il dvd viene dato in omaggio con ogni pubblicazione della Casa Editrice Effigi inerente il Lazzarettismo. Si può trovare in omaggio anche presso la biblioteca e il centro Studi di Arcidosso per favorire la conoscenza di David Lazzaretti. Sono state prodotte 700 copie che si possono reperire al seguente link:



Al cortometraggio è correlata una intervista al Prof. Francesco Pitocco, docente di Storia Contemporanea presso Sapienza Università di Roma, autore di numerosi scritti che hanno al centro la figura di David. Consiglio la lettura della biografia di David Lazzaretti in "Dizionario biografico degli italiani", Treccani vol. 64 (2005), curata dallo stesso professore. 

Ecco un estratto: clicca video intervista





Per conoscere e approfondire la biografia e l'operato di David Lazzaretti si possono seguire tante strade, tutte ben seminate:
-  visitare il Centro Studi di Arcidosso (presso il Castello Aldobrandesco) con la sezione espositiva e incontrare i curatori.
- reperire libri al riguardo: personalmente il primo che ho letto è stato "David Lazzeretti" di Francesco Bardelli, 1978 e - solo per ora!- ho  finito con "David Lazzaretti. Vita morte e miracoli di un figlio di Dio" di Alessandro Hellmann, 2013 
 leggere gli articoli di Nello Nanni sulla rivista Amiata Storia e Territorio passando così a una visione approfondita (grazie ad esempio ai numeri 64,65,66 e 68)
-  soprattutto... visitare il Parco Faunistico di Monte Labbro con i resti dell'eremo e dell'edificio di culto immersi in un suggestivo palco naturalistico aperto a 360°.


Ricordo che oggi, in località Zancona, c'è la sede di Merigar (letteralmente residenza della montagna di fuoco), un centro per l'apprendimento del buddhismo tibetano, il cui tempio è stato inaugurato dal Dalai Lama in persona nel 1990.

- magari parlare con gli ultimi lazzarettisti. Qui trovate cliccando la raccolta dei testi fondamentali, che sono la base del pensiero, sia di David Lazzaretti che degli ultimi portavoce:

La comunità giurisdavidica oggi
Documentazione 1 (Lazzaretti, Graziani, Cozzi, Giro)


COPERTINA DEL DVD E CREDITS

Foto Stefania Cardillo
Editing foto Giuseppe Farella
Grafica Stefano Cherubini





Un ringraziamento particolare a 
Danila Mele che è stata il filo rosso tra sceneggiatori, troupe e attori, 
al prof. Eugenio Chiesa che mi ha presentato il prof.Pitocco, 
a Carlo Goretti che non si è mai risparmiato, 
a Luisa Colombini, Marco Pastorelli  e Roberta Pomoni di Arcidosso,
alle associazioni del Paese di Cellere che hanno prestato i loro soci come comparse, 
a mio padre e mia madre ( mi dispiace se le cerco sempre tutte...), 
a Elio,  
ovviamente ad Alessandro ma lo sa, 
a Leonardo che ha recitato per la prima volta, ai miei amici Luciano e Ilaria, Alessio, Ottavia (che è sempre venuta con il pancione, poi è nata Emma) Alberto,  Marco, Chiara, Claudio, a Michele e Marco che mi ha prestato la videocamera per l'intervista, a mio fratello Giulio, Aurora e suo padre,  a Renzo a cavallo, ai Nonni e nipoti di Viterbo che mi hanno trovato costumi storici dei Regi Carabinieri, a Massimo che con Carletto  è sempre venuto alle prove, a Giosie che è stata la voce delle letture della sceneggiatura, 
a Nicola, cento volte a Nicola, Marina, Francesco, Giuliano, Licia, Mattia, Stefania, Elisabetta, Mario, Gianfranco Sforzin, Paolo Maselli, Angelo Vitaliano, mille volte a Nicola perché è la perfetta sintesi tra un artista e un artigiano che riaggiusta e crea; 
al Comune di Cellere che ci ha offerto come location il Castello Farnese, alla Libereria di Anna Maria Marinacci,  allo staff della stampa digitale di Roma e anche a quello di Milano, a quelli che sono intervenuti alla due conferenze di Arcidosso e Canino nei primi di gennaio del 2012, ai Giurisdavidici che sono stati clementi nel loro giudizio sul corto (mai avrei avuto la pretesa di parlare di una sostanza divina che non conosco, come di un monte che non avevo mai vissuto), e alle segretarie di Sapienza Laziodisu che hanno pianto prendendosi la mia relazione consce che ci sarebbero stati sempre meno soldi per la cultura e pochi progetti realizzati e portati a termine; grazie a tutti voi perchè è solo grazie a voi se in un anno l'ho portato a termine.



Foto del  primo sopralluogo all'eremo nel 2010.











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