sabato 15 marzo 2014

In primavera non iscrivetevi in palestra, fatevi i sentieri della Selva.


Itinerario Crocione- Fonte del Canalone- Fonte di Casa Dondolini
Durata 1h 30m andata e ritorno
Difficoltà: facile



Prendendo spunto dall’ottimo libro di Ilvo Santoni  “Le Fonti e il Sacro” Storia camminata in un angolo di Toscana SELVA-SANTA FIORA, Edizioni Effigi




abbiamo deciso di uscire e farci una passeggiata alla scoperta di questi sentieri. La foto di copertina del libro ritrae la Fonte del Papa, nei pressi del Convento della SS Trinità. Da lì si dipartono altri percorsi opportunamente segnalati. Per la nostra uscita del 15 marzo invece siamo partiti in macchina da Santa Fiora, abbiamo oltrepassato il Circolino della Selva e, proseguendo verso Castell’Azzara, ci siamo fermati al cosiddetto Crocione lungo la Provinciale. 





Subito una freccia ci indica il sentiero per raggiungere la Fonte del Canalone, la nostra prima meta. Si inizia con una morbida salita, in cima si ritrova a sinistra un piccolo acquedotto e a destra si nota il profilo poco distante del paese di Castell’Azzara; proseguiamo sempre dritto, mentre a destra scende un ripido sentiero: dalle pagine del libro Santoni ci dice l’importanza di questa piccola strada della Taglia; era usata dai minatori che a piedi si recavano alle miniere del Cornacchino, nel versante sud del monte Penna (periodo di attività 1872-1921).



Poco dopo, salendo lungo il bosco, si arriva  ad un incrocio: è il crocevia dei Ripaccioli. Il cartello del percorso blu ci dice di proseguire per una decina di minuti e ci indica la direzione (a destra) per la Fonte del Canalone. 



Si procede quasi in discesa, su una strada bianca e liscia. Guardando a destra e sinistra: in basso, le primule, in alto, resti di un edificio diroccato.




Ed eccoci alla Fonte del Canalone, nella località omonima. Questo fontanile pubblico con abbeveratoio e lavatoio è relativamente moderno: l'ultimo restauro risale agli anni '60- L'abitato intorno è attestato già nel 1762. 
C'è una storia, e ce la racconta sia il cartello informativo presso la fonte che il libro di Santoni, sulla base di una testimonianza di Lidiano Balocchi. 
E non vorrei rovinarvela: c'è una leggenda, un asino e un contadino, detto "lo zoppo".  E noi seguiremo il suo stesso cammino. Verso Casa Dondolini. 



La cannella a rubinetto verso l'acqua in una pila a forma di
 mandorla e questa la distribuisce alla vasca.


Al Canalone ci sono case meravigliose 
e meravigliose case sull'albero.



Appena sorpassate le case, in lieve salita, 
a destra un percorso arancione
 ci indica Fonte dei Marchelli (del 1900). 
Noi proseguiamo dritti seguendo la freccia blu.


Poco dopo notiamo un altro doppio segnale. La freccia arancione a sinistra indica il percorso per Montecalvo e Fontesanetto, su una ripida salita. Questa è un'altra fonte costruita intorno al 1925, su una preesistenza. Le fonti venivano costruite generalmente dalle famiglie del luogo, per dissetare i passanti e la popolazione. Sono realizzate in conci di trachite o altra pietra locale e malta. Hanno struttura molto semplice a vasconi, sormontate a volte da una originale testata. Sono state restaurate dal Comune tra il 2007 e il 2008.




Si prosegue in discesa tra la fitta faggeta e non ci si annoia ammirando un paesaggio che cambia ogni 100 metri, e colpisce sempre con qualche particolare: un tronco sospeso, una seduta solitaria, uno stargate e anemoni. 







E toh! un'altra casa sull'albero:


E dopo duecento metri una casa molto carina, alla Sergio Endrigo. Vedete voi se sapete resistere alla tentazione di suonare il campanello. Tolta la mucca, è lo stesso campanelle delle notifiche di Google+ e fa onore a Casa Dondolini che siano dovuti venire a copiarlo fin qui da Mountain View  ;-) 






Il libro di Santoni non delude, ad ogni passo capisci perché si chiama "Le fonti e il Sacro", il connubio che lega l'acqua e la croce. Questa è scolpita sull'architrave e l'architrave ricorda la schiena di un asino. E l'asino era scappato alla Fonte del Canalone... tutto combacia. 

Ora sarebbe il momento della foto alla Fonte di Casa Dondolini. Siamo arrivati, si trova poco più sotto, nemmeno 100 metri. Ma io mi son distratta. Ho incominciato a socializzare con Luigi. Questo piccolo coniglio dell'Agriturismo Casa Dondolini.




Una bestiola molto intelligente, garbata. Insomma ha monopolizzato la mia attenzione e la foto alla Fonte non l'ho fatta. Sarà un motivo in più per leggere il libro (che vi sto un po' raccontando) o farsi la passeggiata: in certe giornate di primavera può essere triste chiudersi in palestra e almeno la domenica, fatevi una passeggiata! C'è tanta gente che ha la sfortuna di dover andare in vacanza; qui noi abbiamo dei sentieri curati, ottima segnaletica, tanti posti da visitare: conventi, miniere, musei, parchi, centri medievali, aree archeologiche, acqua, ad un'ora da casa. 
Ah, i nomi dei fiori del bosco in questo caso erano facili ma sarebbe una buona idea portarsi dietro durante il tour anche Le insalate di campo, l'unico manuale di riconoscimento per la raccolta delle piante commestibili e aromatiche dell'Amiata; così, tornando a casa... avrete anche la cena. 





Si ritorna alla macchina, sugli stessi passi.
Per finire: panorama verso l'Albegna, poco sopra il Crocione. 
Una foto scattata all'andata e una al ritorno.



Marianna e Alessandro

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