giovedì 26 febbraio 2015

L'indole del cane maremmano. A maremma sheepdog's nature


Foto di Lucia Sanna
Foto di Lucia Sanna, Cellere (VT)
Citando la descrizione del cane pastore maremmano non si può fare a meno di pensare alla descrizione... dell'uomo maremmano! 
Animale fiero e testardo lavora in maniera instancabile senza troppo curarsi del gioco e dello scherzo. Questo per sua natura, poiché l'indole del guardiano di greggi non può essere turbata da inutili distrazioni. È diffidente, indipendente e impacciato nel dimostrare affetto. Sa diventare aggressivo contro chi considera un predatore e la sua imponenza lo rende per eccellenza il nemico naturale del lupo. 

Lucio Giunio Moderato Columella, grande trattatista di Agronomia del mondo latino antico, scriveva che l'olivo è il migliore degli alberi e che il pastore maremmano è il più affidabile dei cani nei campi. Per questo, ancora oggi, un cane maremmano non manca in ogni vero podere o azienda agricola italiana.

Una femmina di pastore maremmano era fedele a Nino, figlio di Ida vedova Mancuso, ne "La storia" di Elsa Morante, romanzo ambientato a Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa cagna, Bella, è il mio personaggio preferito di tutto il libro; soprannominata "Pelozozzo" è dotata di altre cento qualità superiori alla pulizia. È infatti la "sorvegliante" materna, paziente e sempre vigile del piccolo fratellino Useppe (per forze di causa maggiore troppo abbandonato a se stesso). Quando il bambino cade nel Tevere è 

 


Bella chi tuffa Risultati immagini per la storia elsa morantein acqua per salvarlo e, nel suo tentativo disperato di recupero, parla al piccolo con parole umane, ripetendogli: "Aggrappati, aggrappati a cavalluccio" nuotando fin sotto la sua pancia per sostenerlo.

Questo passo del libro mi ha sempre ricondotto ai ricordi dell'infanzia e al senso di protezione che ci dava Linceo, il cane pastore di mio nonno Giulio. Io e mio fratello ci andavamo spesso a cavalluccio (sia sul cane che sulle spalle larghe del nonno). Anche noi calcolavamo gli anni d'età di Linceo in anni umani, come la Morante fa con quelli di Bella. So infatti che è morto a quasi settant'anni. 
Dal cavalluccio spesso Linceo ci smontava con sdegno, con ringhi e rabbia, spaventandoci. 
Lo accennavo all'inizio, il pastore non ci sta allo scherzo: lui deve lavorare, e lavorare non è uno scherzo (per chi il lavoro ce l'ha). Non bisogna perdere tempo!

Forse è per questo che i cani dei confinanti, quando mi vedono con la testa tra le nuvole passeggiare nelle strade di campagna al tramonto, corrono in strada e abbaiano con violenza. 
"Cosa c'è da girovagare?"- si chiederà il cane pastore- "quando sta per fare buio e i lupi si acquattano in attesa di una minima distrazione, per staccare con un morso la testa alle nostre pecore?"

Si sa che il maremmano è capace di grinta e ferocia enormi, la sua tecnica di attacco è atterrare il lupo di petto, sviscerarlo sulla pancia prima e, in caso di fallimento della manovra, provare poi alla schiena e all'inguine. Di notte, il cane pastore non dorme mai.
E' normale che ad un passante estraneo l'arrivo minaccioso del maremmano possa incutere panico sin da subito. Importante è non gridare al suo cospetto, non agitarsi in maniera incontrollata, evitare il contatto visivo. 
Il maremmano non si corrompe con un pezzo di pane. Io porto sempre con me un bastone, non per usarlo contro, è ovvio, ma perché il cane ha un senso atavico e lo sa che il bastone lo porta il padrone. Se il bastone è l'estensione del pastore... allora mi fingo padrone, e spero sempre che basti. Ma non so se è la tecnica giusta, anche perchè non so fingere. 

Il 21 febbraio a partire dalle 8:30 presso 

L'AULA MAGNA ISIS LEOPOLDO II DI LORENA CITTADELLA DELLO STUDENTE di GROSSETO 
Si è tenuto l'interessante seminario
"IL CANE PASTORE MAREMMANO: UNA RISORSA PER IL TERRITORIO"
Consigli per gli allevatori e informazioni utili per escursionisti e cacciatori


Un incontro promosso da Provincia di Grosseto e dall'Istituto di Ecologia Applicata che ha trattato il tema della gestione del cane pastore maremmano e della coesistenza tra cani da guardia e attività sportive/ricreative. 
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"Citing the description of the Maremma sheepdog you can not help but think of the description of a man of Maremma! Proud and stubborn animal it works tirelessly without much caring about games or joke.This by its nature, since the instinct of the guardian of flocks can not be disturbed by unnecessary distractions. It is suspicious, independent and self-conscious in showing affection. It become aggressive against those who it considers as predators and its big size makes it, par excellence, the natural enemy of the wolf.Columella, great writer of Agronomy of the ancient Latin world, wrote that the olive tree is the best of the trees and that the Maremma shepherd is the most reliable of the dogs in the fields. This is why, even today, a Maremma sheepdog is always present in any true Italian farm..."

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