Il monumento colpisce immediatamente: perché una chiesa di linee classiche e rinascimentali, così imponente, sorge in un paese molto piccolo, isolata e nel bel mezzo di una vallata? Chi l'ha voluta? In che anno è stata realizzata?
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| Chiesa di Sant'Egidio di Antonio da Sangallo il Giovane |
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| Chiesa di Sant'Egidio di Antonio da Sangallo il Giovane |
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| Particolare di un affresco interno. Il santo con la Cerva e il pastorale. |
So rispondere, ma vi aspetto a Cellere per spiegarvelo bene dal vivo.
Notizie stereotipate del resto le potete trovare un po' dovunque.
E' il mio paese natale e credo di non aver mai perso un'occasione per parlarne, da quando ho 15 anni.
Passione trasmessa da studiosi del luogo, come la prof.ssa Liana Ceccarini (che vi pose per prima l'attenzione nell'81) e lo storico farnesiano Romualdo Luzi, ispirata dal lavoro di ricerca del Museo sull'architettura sangallesca di Montefiascone.
Oggi grazie alla locale ProLoco possiamo svolgere delle visite e degli eventi molto originali.
Fornisco qualche notizia random:
Organizziamo anche giornate all'aperto per studenti, con possibilità di disegnare la chiesa dal vero sul prato, e laboratori didattici presso il Museo del brigantaggio. Siamo disponibili per visite per gruppi e viaggiatori individuali, anche in inglese.
Il tutto salvo preavviso ai contatti sopra indicati, poiché l'area esterna della chiesa è in ristrutturazione e necessitiamo delle autorizzazioni comunali.
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| Foto B.Piermattei invasione dei Ciclisti digitali 29/09/2013 |
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| Foto B. Piermattei gruppo dei Ciclisti 23/09/2012 |
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| Un gruppo in visita da Canossa |
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Foto R.Spinella scambio culturale con la Facoltà di Alba Iulia |
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| #invasionidigitali 29/09/2013 |
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| #invasionidigitali 29/09/2013 |
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| Una visita guidata in cui inizio a raccontare che... |
...la chiesa è intitolata a Sant'Egidio, patrono del paese e protettore dalla febbri malariche. Non a caso, siamo in piena Maremma e la devozione per il santo ha origini antichissime. I contadini che si recavano nei campi e a prendere l'acqua alle vicine fonti, si inginocchiavano alle finestrelle del viandante, per chiedere la grazia... finestrelle che oggi qui non ci sono, ma si vedono. Curiosi?
Compresa Sant'Egidio (ad ovest), le pievi che circondano il paese sono quattro: come i punti cardinali. Anch'esse, seppur non monumentali come la prima, hanno una storia.
Preciso sia corretto chiamare "pieve" anche l'opera del Sangallo, pur non avendo quest'ultima le caratteristiche di un' umile chiesa campestre.
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| Sud. Pieve Madonna delle Grazie a Cellere, un'aula risalente al 1594-1604 contenente la Cappellula Alegretti, interamente affrescata. Meta di un pellegrinaggio mariano per tutto il mese di maggio. |
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| Est. Chiesa Madonna del Brucio, nel mezzo della selva. Il nome è riconducibile a una vicenda molto gustosa |
E la quarta? Beh, quella a nord è immateriale. Un po' come tutto il patrimonio della Tuscia e della Maremma, fatto dei racconti degli artigiani, degli anziani, dei cantastorie. Per questo c'è sempre bisogno di qualcuno che vi accompagni nella scoperta, per vivere un'esperienza.
In più vicinissimo alla chiesa di Sant'Egidio è il frantoio della famiglia Gentilucci-Papacchini attivo dal 1949, che è possibile visitare degustando l'olio D.O.P. Canino, e altri prodotti tipici.