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mercoledì 13 marzo 2019

A San Giovenale appuntamento con natura e archeologia

Domenica 17 marzo 2019 

escursione al sito archeologico di San Giovenale 

immerso in una banco tufaceo presso Civitella Cesi (Blera)

missione svedese scavi Tuscia
Le grandi campagne di scavo nella Tuscia
Fine anni ‘60 e '70ad opera di re Gustavo Adolfo di Svezia. 

Foto di gruppo, dal Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz Viterbo




A San Giovenale la missione archeologica svedese riportò alla luce un abitato etrusco del periodo arcaico (VIII – VII sec a.C) con annessa necropoli. Le abitazioni in blocchi di tufo appartenevano a due “quartieri” ben distinti, uno aristocratico con tre case a più vani, tra cui una sala per banchetti e cortile e uno popolare, il cosiddetto Borgo, posto su un pendio terrazzato, con sistema di canalizzazione e con case più semplici, addossate tra loro. Saggi di scavo hanno permesso di stabilire che il pianoro di San Giovenale era abitato dall’uomo già in epoca preistorica e protostorica, XV-XIV sec a.C. Vi è anche il rudere del castello della famiglia Vico, risalente al Medioevo, e le rovine della Chiesa di San Giovenale.
Sarà effettuata una dimostrazione dell'accensione del fuoco con materiali naturali, come ai tempi l'uomo primitivo, da parte di Livio, operatore di archeologia sperimentale.  
INFO
Escursione facile. 
Km 6 circa 
Incontro ore 9:45 davanti al Bar in Viale Etruria 3, Blera 
Fine ore 15:00 circa 
Costo 15 euro a persona adulti, 7 euro ridotto ragazzi. Minimo 6 partecipanti.
Obbligatorie scarpe da trekking, si consiglia un litro d'acqua, pranzo al sacco, un plaid, giacca da pioggia. A cura di Thesan Terre etrusche.

Prenotazione obbligatoria entro le 18:00 del giorno precedente ad Elisa guida ambientale escursionistica: 3280166513 contatto anche whatsapp 

 

venerdì 10 gennaio 2014

Grosseto, Museo archeologico e d'arte della Maremma (MAAM)


SEZIONE TRE 

La sezione si intitola Archeologia della Maremma e Antiquarium perchè, oltre ad ospitare testimonianze funerarie e bronzi da varie località (Monte Amiata, Isola del Giglio, Vetulonia, Pescia Romana, Marsiliana, Poggio Buco ecc...) e di tutti i periodi significativi del genio etrusco (orientalizzante, arcaico, ellenistico e anche romano), compreso il relitto di una nave africana con il suo carico di anfore, contiene... la mia sala preferita: la numero XXIII, oggetti senza luogo e senza nome, figli di un inventario smarrito o mai compilato, che stanno lì solo per farsi guardare, diversi per epoca, simili per materiale forma e colore. Un accumulo di ceramica senza contesto, bella al punto da ottenere uno spazio solo per sé alla moda dell'Ottocento.


ANTIQUARIUM

ANTIQUARIUM

N10: ceci n'est pas une râpe

Sala XIV


 Marsiliana d'Albegna, necropoli di Banditella 
TOMBA A FOSSA X (numeri da 1 a 12)
    TOMBA A FOSSA XI (numero 13)
Datazione: prima metà VII sec. a.C.


SEZIONE QUATTRO 

La collezione di Arte Sacra della Diocesi di Grosseto è una sorta di museo nel museo, perché rappresenta già da sola un quinto del MAAM. Raccoglie gli oggetti preziosissimi del più antico Museo di Arte Sacra fondato nel 1933 da Monsignor Cappelli: tavole dipinte, pale d'altare, manoscritti, sculture, insegne episcopali e abiti, tutto il materiale è stato trasferito qui da chiese scomparse o poco sicure.




SEZIONE CINQUE

La Maremma Medievale e moderna che ha molto da dire, al pari di quella antica; sono presenti testimonianze di età classica provenienti dall’area urbana di Grosseto, reperti altomedievali e bassomedievali...fino ad arrivare al 1822 quando Ferdinando III di Toscana, rese possibile a sue spese restituire le acque termali di Roselle alla pubblica utilità conl'apertura di una nuova struttura. Oppure agli anni '50 quando la malaria ancora faceva da padrone in Maremma e all'interno delle terme stesse era alloggiato "l'ambulatorio antimalarico gratuito" in cui veniva dispensato il famoso chinino. 

Parte terminale del corridoio XXXV, leoni in marmo
Rinvenuti in numero di 4 o 5 durante la costruzione delle Terme Leopoldine, potrebbero essere di eta romana (in questo caso magari appartenenti a terme più antiche che sorsero in questo luogo) oppure di età medievale (provenienti quindi dalla Chiesa romanica di Poggio Mosconcino...).